Un’antica oasi fiorita

Un’antica oasi fiorita

Parco Giardino Sigurtà. Un'antica oasi fiorita.

In origine c’era un “brolo cinto de muro”, in dialetto veronese il luogo dove dimoravano le famiglie nobili con i loro servitori, circondato da appezzamenti destinati principalmente all’allevamento e all’agricoltura.

Era il 1400 e questa area, a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, a due passi dal lago di Garda, già godeva di un aspetto regale e maestoso. Servirono però sei secoli – e una serie di famiglie nobili che si passarono di mano in mano la proprietà – per fare di questo “brolo” il “Parco più bello d’Italia”.

Capita talvolta che i riconoscimenti possano essere riduttivi, confinando in poche parole – un titolo preconfezionato – realtà che l’immaginazione fatica a creare.

Un rischio che si può correre anche con il Parco Giardino Sigurtà: se si entra in questa oasi, si capisce perché è uno dei parchi più ammirati d’Europa.

Giuseppe Inga Sigurtà – «Vogliamo far conoscere ai visitatori di qualsiasi età un tesoro naturalistico tra i più incantevoli del mondo»

Qui si scoprono meravigliose fioriture, che si susseguono da marzo alla fine dell’estate, per esplodere nei mille colori dell’autunno. Si ammirano fiori che si specchiano nei diciotto laghetti, simili a dipinti di Monet, alberi secolari e piante delle quali si ignorava l’esistenza, si resta sbalorditi davanti a opere d’arte verdeggianti, e assorti davanti a pezzi di storia e simboli di un passato raccontato sui libri.

Milioni di fiori, migliaia di varietà, ma nessun problema se non si è esperti botanici: basta lasciarsi guidare dai colori e dai profumi, a piedi o in bicicletta, in relax o dedicandosi allo sport. Perché sempre più visitatori scelgono il parco come luogo ideale per mantenersi in forma.

I bikers più atletici si mettono alla prova lungo le salite, le famiglie e gli amanti delle tranquille pedalate lo scelgono per rilassarsi raggiungendo gli angoli più suggestivi. E fare un tuffo nei secoli passati, attraverso la Meridiana dedicata a Galilei, l’Eremo di Laura, il Castelletto, la Grotta di Gianna, fino al Labirinto, un originale percorso che mette alla prova i nuovi Teseo.

«Un grande impegno, una grande passione, questo permette di raggiungere risultati come premi e riconoscimenti», spiega il conte Giuseppe Inga Sigurtà, proprietario del parco insieme alla sorella Magda.

«Vogliamo far conoscere ai visitatori di qualsiasi età un tesoro naturalistico tra i più incantevoli del mondo – aggiunge – questo complesso ecologico è ormai diventato un punto di riferimento del turismo italiano. Nuovi progetti e nuove idee sono sempre allo studio per rimanere al passo con i tempi».

di Francesca Lorandi